Oggi 3 novembre alla Verna di Cumiana tanti signori e signore in gamba
per la rappresentazione degli antichi mestieri. Lavandaia, filatrice, fabbro,
costruttori di rastrelli e di ceste, falegnami, panettiere, calzolaio. E ancora,
molti figuranti tra cui i mitici di Sin Gian, San Giovanni di Trana, alle prese
con gli attrezzi per il grano e il mais, musicisti, caldarroste e vin brulè. Una
bella festa da borgata montana, semplice e vera, intrisa di allegria. Incontriamo
un amico, i nostri figli guardano con gli occhi sgranati e quando possono
toccano e provano a usare gli strumenti. “Per loro è fantascienza – ci dice – Quando
se ne andranno questi signori, che hanno una certa età, avremo perso tutto”.
Già, perché quelli dell’età di mezzo (la nostra, per inciso), guardano affascinati,
ma sono ben pochi quelli che sarebbero capaci di riprodurre lavori così ben
fatti. Siamo “studiati” ma non abbiamo imparato come curare i nostri boschi,
scegliere la legna migliore per ogni lavoro, gioire dei doni della natura,
riconoscere funghi o erbe. Un peccato. C’è ancora tempo?


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